Dopo aver contestato le iniziative del CNAPPC ed aver chiesto chiarimenti al mio Ordine su quanto accaduto riguardo la pubblicazione dell’Appello del CNAPPC con richiesta di invio delle mie lettere agli iscritti, come se niente fosse accaduto, ricevo la newsletter dell’Ordine di Milano del 26 luglio che sponsorizza l’iniziativa del CNAPPC, senza fare riferimento alle mie contestazioni ed alle altre iniziative in corso contro l’Appello del CNAPPC.
Ed allora...

Gentile Presidente,
ricevo questa mattina la newsletter in oggetto.
Mentre ci vengono augurate le buone vacanze, facendo intendere che le comunicazioni via e-mail terminino col 26 di luglio, leggo con enorme stupore un’informazione per aderire all’Appello del CNAPPC, pubblicato il 21 luglio sul Corriere della Sera, senza che venga fatto alcun riferimento alle mie personali richieste di chiarimento e contestazioni degli ultimi giorni ed all’iniziativa intrapresa da un consistente numero di iscritti all’Ordine di Milano contro lo stesso Appello del CNAPPC.
Essendo venuto a conoscenza del fatto che il contro appello degli iscritti è stato sottoscritto anche dal Consigliere Alberto Scarzella, mi chiedo:
se il Consigliere Alberto Scarzella non è d’accordo con l’invito dell’Ordine ad aderire all’appello del CNAPPC, come mai perlomeno il suo dissenso non appare sul sito dell’Ordine e sulla newsletter?
Perché agli iscritti dovrebbe essere negato il diritto di scelta tra due diverse iniziative che dovrebbero avere pari dignità all’interno del sito dell’Ordine e nelle comunicazioni via e-mail, visto che sono entrambe rappresentate all’interno del Consiglio?
Scarzella ha forse chiesto e non ottenuto che il suo contro appello venisse esposto con la stessa enfasi sul sito dell’Ordine?
Nel modo in cui le cose appaiono dalla newsletter sembrerebbe che tutto il Consiglio sia a favore dell’Appello del CNAPPC. Ma a quanto mi risulta non è così!
Ed allora, perché questa palese discriminazione nei confronti di una parte degli iscritti che ha eletto Scarzella in Consiglio?
Forse l’architetto Scarzella è ridotto al silenzio dalla norma del Codice Deontologico che gli impedisce di dirci cos’è accaduto durante le sedute di Consiglio?
Nell’attesa di un rapido riscontro che non pare mi sia concesso, porgo i miei più distinti saluti.
Giovanni Loi
Si vadano anche:
P.S.
Chiunque pensasse, come qualcuno mi ha scritto, che si tratta esclusivamente di innocue azioni di disturbo prive di effetto è pregato di rileggere meglio il contenuto delle raccomandate.