
Questa mattina ricevo la newsletter allegata. Sul sito dell’Ordine degli architetti p.p.c. della provincia di Milano inoltre leggo esclusivamente la seguente comunicazione:
DECRETO LEGGE BERSANI
"Si comunica che sul sito del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. all’indirizzo www.archiworld.it nella sezione delle NEWS è stato pubblicato, insieme ad altri documenti, un appello al Governo in merito all’intenzione di abrogare il minimo tariffario per la progettazione delle opere pubbliche. E’ possibile sottoscrivere tale appello cliccando “INVIA LA TUA ADESIONE” all’interno del documento: http://www.archiworld.it/notizia.asp?id=880"
Si tratta di una palese iniziativa di sostegno all’appello del CNAPPC già pubblicato sul Corriere della Sera del 21 luglio 2006 a pagina 15, che ritengo sia il frutto di una delibera del Consiglio dell’Ordine di Milano.
Siamo però venuti a conoscenza, di una seconda iniziativa che riguarda un contro appello sottoscritto anche dal Consigliere Alberto Scarzella, Presidente del Co.Di.Arch., che sollecita tutti gli architetti ad aderire ad un’iniziativa di segno contrario (d’opposizione direi io).
Sapete tutti che, da quando è stato eletto, io non faccio sconti al Consigliere Scarzella, riguardo alla questione dell’opposizione al Consiglio. Le dimissioni da Segretario del Co.Di.Arch. sono infatti il risultato di un diverso modo di intendere l’opposizione sul quale, come si è capito, non transigo per nessun motivo. Anche in questo caso ho ritenuto più corretto chiedere ufficialmente spiegazioni all’Ordine di competenza prima di intraprendere qualunque altra iniziativa, non aderendo all’appello Scarzella.
A questo punto, alla luce di quanto accaduto e sta accadendo riguardo al Decreto Bersani ed a quanto pubblicato sul sito dell’Ordine esclusivamente a favore dell’azione del CNAPPC, mi chiedo:
se il Consigliere Alberto Scarzella non è d’accordo con l’invito dell’Ordine ad aderire all’appello del CNAPPC, come mai questo dissenso non appare sul sito dell’Ordine?
Perchè agli iscritti dovrebbe essere negato il diritto di scelta tra due diverse iniziative che dovrebbero avere pari opportunità all’interno del sito dell’Ordine, visto che sono entrambe rappresentate all’interno del Consiglio?
Scarzella ha forse chiesto e non ottenuto che il suo contro appello, di minoranza come direbbe lui, venisse esposto con la stessa enfasi sul sito dell’Ordine?
Nel modo in cui le cose appaiono oggi sembrerebbe che tutto il Consiglio sia a favore dell’Appello del CNAPPC.
Ma a quanto ci risulta non è così!
Ed allora, perchè questa palese discriminazione nei confronti della "minoranza"?
Forse l’architetto Scarzella è ridotto al silenzio dalla norma del Codice Deontologico che gli impedisce di dirci cos’è accaduto durante le sedute di Consiglio?
Lungi da noi il pensiero che Scarzella agisca all’interno dell’Ordine in un modo e fuori in un altro. E Allora?
Personalmente, di mia iniziativa, ho contestato l’azione di sostegno dell’Ordine all’appello del CNAPPC ed ho già chiesto ufficialmente chiarimenti con lettera raccomandata al Presidente dell’Ordine di Milano, affinché mi spiegasse come si sono svolti i fatti. Alla luce dell’ultima comunicazione intendo inviare d’urgenza una terza raccomandata di protesta, perchè ormai è chiaro che l’Ordine non soltanto appoggia l’appello del CNAPPC ma lo approva e conseguentemente ne approva anche la spesa per la pubblicazione sul Corriere della Sera caricata su tutti gli iscritti agli Albi, chiedendo il sostegno dei suoi iscritti.
Peraltro il Consiglio dell’Ordine dimostra di voler nascondere quanto accade tra gli architetti e quale contraddizione si stia manifestando in queste ultime ore.
Ovviamente attendo di conoscere quanto fatto in Consiglio dall’architetto Scarzella per opporsi preventivamente alle decisioni del Consiglio dell’Ordine di Milano. Inoltre, nella sua qualità di Consigliere d’opposizione chiedo che ci faccia capire come mai le sue azioni preventive non abbiano portato ad una pubblica denuncia di quella che appare ormai un’inaccettabile discriminazione di una parte consistente degli iscritti all’Ordine di Milano, da parte del Consiglio dell’Ordine.
Ormai non è più possibile rimandare questo chiarimento, qualunque cosa pensino i difensori d’ufficio delle politiche della "minoranza" Scarzella. Per verificare il principio di non contraddizione, è arrivato il momento che qualcuno ci spieghi dov’è finalmente il NORD!
L’Architetto Alberto Scarzella mi invia per posta elettronica il seguente documento che probabilmente intendeva inviare in risposta all’articolo.
Ricordiamo a tutti i lettori che è sufficiente cliccare su rispondi all’articolo per veder pubblicati i propri interventi in merito ad un determinato argomento.
Precisazione dell’Architetto Alberto Scarzella spedita giovedì 27 luglio 2006 alle 13.54 (un’ora prima della presente pubblicazione)
Leggo su Anarchit del 26 luglio che io avrei proposto un contrappello di minoranza a quello deliberato dal Consiglio dell’Ordine facendo proprio quello del CNAPPC.
Questa notizie è del tutto priva di fondamento.
Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Milano non ha deliberato l’adesione all’appello del CNAPPC in quanto l’appello è arrivato il giorno successivo alla seduta di Consiglio.
La segreteria della Presidenza ha inviato copia della lettera del CNAPPC a tutti i Consiglieri per richiedere loro se, a titolo personale, intendevano aderire alla richiesta o meno e ha poi proceduto all’invio della lettera di adesione con le firme dei soli Consiglieri che avevano espresso parere positivo.
Io non ho aderito motivando il diniego con queste parole:
La qualità del progetto è garantita dalla professionalità di chi lo elabora e non dai minimi tariffari, pertanto non sono d’accordo su questa richiesta del CNAPPC. Si stabiliscano semmai i livelli di qualità progettuale, attraverso un protocollo che precisi quali elaborati devono essere realizzati per garantire il rispetto del computo metrico. Questa è la garanzia che il professionista deve dare. La qualità estetica nessuno la può giudicare, se non i critici in futuro, e sicuramente non è garantita dalla tariffa.
Non ho proposto alcun contrappello.
Mi è giunto, via internet, la richiesta dell’amico Andrea Bonessa di firmare ed inviare un fax al CNAPPC in cui si specifica di non fare parte degli architetti iscritti all’Albo che hanno aderito all’iniziativa tassinara del CNAPPC. Mi è piaciuta l’iniziativa per cui ho pensato di trasmettere la richiesta di Andrea Bonessa ad una quarantina di Colleghi che, se anche non la pensano come me, ritengono che quanto io faccio, o dico, possa essere oggetto di attenzione.
Con gli amici del Co.Di.Arch. ho invece presentato all’On. Zaccaria, che rappresentava il Ministro Bersani, un documento in appoggio al decreto stesso ed indicativo delle nostre richieste in relazione al testo di legge che dovrà essere esaminato a breve dal Parlamento italiano. Allego questo elaborato nel caso Anarchit lo ritenga di interesse per i suoi lettori.
Mi si chiede perché non abbia preteso che l’Ordine pubblicasse l’appello di Bonessa.
Il discorso è semplice perché è una simpatica provocazione che non esprime nulla a favore del decreto ma solo denuncia la contraddizione palese che sta alla base dell’operazione del CNAPPC e cioè come un Organismo a iscrizione obbligatoria non possa rappresentare i propri iscritti.
Purtroppo questo semplice concetto è disatteso da una legge dello Stato che ci siamo dimenticati di contestare quando è stata pubblicata.
Parlo del Decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005 n.169 “Regolamento per il riordino del sistema elettorale e della composizione degli organi di ordini professionali” Al comma 3 dell’art.1 (composizione degli organi territoriali) si legge I consiglieri rappresentano tutti i professionisti appartenenti all’Albo.... e al comma 2 dell’art. 5 (composizione, elezione e presidenza del consiglio nazionale dell’ordine): I consiglieri del consiglio nazionale rappresentano tutti i professionisti iscritti negli albi tenuti dagli ordini territoriali....
Per cui tutte le richieste di distinguo sulla rappresentatività, sino a che rimarrà in vigore questo testo di legge poco rispettoso dei principi costituzionali, hanno di per sé poca rilevanza da un punto prettamente legale.
Alberto Scarzella
Mi spiace che l’Architetto Scarzella smentisca con queste precise parole:"questa notizie è del tutto priva di fondamento" e "non ho proposto alcun contrappello", parlando di quanto da me affermato nell’articolo in oggetto.
Spero proprio che non fosse un tentativo di farmi apparire agli occhi dei lettori di anarchit come un bugiardo mistificatore, perchè personalmente facevo esclusivo riferimento alla e-mail da lui firmata in data Tuesday, July 25, 2006 11:49 AM, con l’oggetto: Appello del CNA che conteneva il seguente testo:
"Il 23 Luglio sul Corriere della Sera è stato pubblicato un Appello a pagamento dal CNA, con il titolo: "APPELLO DEGLI ARCHITETTI AL GOVERNO".
Al di là di una valutazione di merito, è da tempo che sostengo come gli Ordini ed il CNA non possano arrogarsi il diritto di parlare a nome e per conto degli ISCRITTI, che lo sono poiché OBBLIGATI, e non per loro libera scelta.
Per tale ragione il CNA non ha nessuna delega né tantomeno nessuna rappresentanza sindacale per agire a nome degli ARCHITETTI tutti, nessuno escluso.
Per tale ragione, INDIPENDENTEMENTE DALLE TUE OPINIONI, perché oggi e per sempre rimangano SOLO TUE e nessuno pensi di interpretarle senza consultarti, ti chiedo di leggere il documento che ti allego e nel caso fossi d’accordo:
- sottoscrivilo e mandane una copia al CNA
- inviane copia sottoscritta al numero di fax 02 8361333 così da raccoglierli per poi poterli eventualmente mandare al Ministro una volta superate le 200 firme (siamo già sopra i 100)
Firmato: Alberto Scarzella"
Quanto al resto della spiegazione del Consigliere Scarzella, compresa la "simpatica provocazione" che io avrei inteso fare con atti ufficiali da iscritto all’Ordine, è uno strano modo di concepire il suo ruolo di Consigliere.
Sono molto felice di sapere che egli non ha aderito all’Appello del CNA motivando il suo diniego solo alla segreteria della Presidenza, ma rimango stupefatto nel constatare che questo diniego non si possa leggere sul sito dell’Ordine e non sia stato mai comunicato via newsletter.
Eppure si tratta di un atto importante che gli iscritti dovrebbero conoscere.
Secondo le spiegazioni di Scarzella si può arrivare a cocludere che è inutile votare un Consigliere di una lista di opposizione che propone un programma alternativo all’interno di un Ordine, perchè le sue autonome prese di posizione non conterebbero nulla di fronte alla legge.
Inoltre si comprende che se il CNA dovesse decidere un giorno di violare una legge a nome di tutti gli architetti, ogni iscritto sarebbe costretto a rispondere della violazione davanti alla legge perchè impossibilitato ad opporsi all’iniziativa, in quanto sottoposto ad una rappresentanza coatta da parte del CNA.
Personalmente considero questo uno strano modo di concepire la rappresentanza dentro gli Ordini e nel CNA e mi permetto di aggiungere che ritengo che questa bizzarra lettura del ruolo del CNA sia priva di ogni e qualunque fondamento giuridico.
Deduco invece, dalle parole dell’Architetto Scarzella, che lui non ha contestato l’invito dell’Ordine ad aderire all’Appello e la pubblicazione dell’invito sul sito e sulla newsletter; ne ha mai richiesto che il suo Appello o il documento del Co.Di.Arch. inviatomi, avessero pari dignità all’interno dell’Ordine di Milano, in quanto, secondo lui, si trattava solo di una "simpatica provocazione" del tutto inutile in base al Decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005 n.169.
Egregio collega Eugenio,
capisco il suo sconforto, ma come ben lei sa, nelle ultime elezioni il Co.Di.Arch. è riuscito a far eleggere un solo consigliere sui quindici dell’attuale Consiglio. Per l’unico eletto c’erano solo due possibilità di manovra: ·Fare opposizione dura, votare sempre contro, e divertirsi a rompere quotidianamente le scatole agli altri consiglieri, con il risultato di ottenere zero via zero e mantenere lo statu quo; ·Scegliere alcuni punti del programma e cercare di svolgerli, convincendo gli altri consiglieri almeno a dibattere gli argomenti, per poi tentare, durante la battaglia sulle idee, di ottenere qualche cosa di diverso. Io ho scelto questa seconda strada, e nei primi cento giorni ho ottenuto due dibattiti sulla proposta di legge di riforma dell’ordinamenti professionale. Non vorrei sbagliare ma è dalla fine degli anni settanta, cioè dalla fine del secondo mandato del Consiglio da me presieduto, che non si dibatte più con gli iscritti sul tema Direttiva CEE e riforma dell’Ordinamento professionale. Purtroppo questa grande maggioranza di colleghi interessati ad occuparsi degli affari propri, senza deleghe al buio ai Consigli degli Ordini, non si è fatta viva. Alla prima riunione, erano presenti una quarantina di colleghi, ed alla seconda non si è raggiunto le 100 presenze. Cosa ancora più sconfortante, sono intervenuti nel dibattito solo i soliti noti: Loi, De Allegri, Bonessa e Zanaboni per parlare del suo sindacato. Comunque vado vanti e faremo altre riunioni. C’è pure la possibilità che da Milano esca un testo alternativo a quello Romano. Dopo le vacanze, vedrò di sviluppare questa, che per il momento, è solo una ipotesi. Poi mi stò interessando alla riscrittura delle norme deontologiche. Quanto mi scrive relativamente al volantino distribuito da Bonessa, ho solo precisato che non poteva essere assunto come documento alternativo a quello espresso dal CNAPPC, e fatto proprio dalla maggioranza dei Consiglieri, perché non entrava nel merito degli argomenti assunti dalla controparte. Questo documento alternativo è stato invece elaborato dal Co.Di.Arch. è consegnato al Ministro Bersani tramite il Suo portavoce On. Zaccaria che ha incontrato alcuni colleghi di questo organismo professionale. Il sito del Co. Di. Arch. è momentaneamente fermo, ma il testo lo può trovare nel sito dell’Ordine nelle pagine che ospitano quello del Consiglio Nazionale. Per quanto riguarda la Legge che ho citato, devo confessarLe di avere letto, a suo tempo solo la parte che mi interessava e cioè solo il testo che si occupava delle regole elettorali. Pertanto questa precisazione mi è giunta del tutto nuova e purtroppo non solo a me. Con i legali del Co.Di.Arch stiamo studiando le mosse da fare per porvi riparo, anche perché riteniamo che sia anticostituzionale. Siamo certi che un Organismo ad iscrizione obbligatoria non possa rappresentare nessuno. Putroppo non ci siamo opposti al momento dell’uscita del testo perché nessuno di noi, nemmeno il nostro segretario, ha segnalato questa grave anomalia. La ringrazio comunque per il tono cortese del suo scritto, e sono sempre a sua disposizione, come di chiunque lo richieda, per ogni chiarimento del caso. A Lei il mio cordiale saluto Alberto Scarzella
ALLA LUCE DEI FATTI (E NON DELLE SOLE PAROLE),SE QUESTI NON SONO MOTIVI SUFFICIENTI PER FERMARE DELLE "CORPORAZIONI INDEBITE" CHE ESISTONO SOLO IN ITALIA (Sì PERCHE’ L’EUROPA VIAGGIA IN BEN ALTRA DIREZIONE!!), CHE APPROVANO BILANCI ALLUCINANTI, CHE IMPEDISCONO ALLA GENTE ONESTA DI PARLARE, CHE NON INFORMANO, ANZI, CHE INFORMANO SOLO CHI E QUANDO LO VOGLIONO LORO, CHE NON ACCETTANO MOVIMENTI DI OPPOSIZIONE ALL’INTERNO, CHE BANCHETTANO E COMPRANO PAGINE DI GIORNALI CON I NOSTRI SOLDI PER ANDARE CONTRO GLI INTERESSI DELLA MAGGIORANZA DEGLI ISCRITTI....SE RITENETE TUTTO QUESTO "NORMALE", E’ ORA CHE COMINCIATE A PENSARE IN MANIERA DIVERSA....O VOLETE RITORNARE NELLA CAVERNA E RIMETTERVI LE CATENE, DOPO CHE CI HANNO FATTO VEDERE LA LUCE ALLA QUALE NON SIAMO ABITUATI, COME NEL MITO DI PLATONE?
Gentile Arch. Scarzella, ci sono tanti "se": se all’Ordine esistesse l’informazione, quella vera, non a senso unico, e la possibilità di comunicare con tutti i professionisti.....se il Consigliere del Co.di.Arch. avesse evitato il voto nullo alle votazioni del Bilancio.....se il Consigliere del Co.di.Arch. cercasse di informare attraverso il sito dell’Ordine in merito al fatto di essere a favore del Decreto Bersani, in controtendenza con ciò che è stato invece pubblicato dai Consiglieri e fatto passare come la volontà di tutti gli iscritti....se il Consigliere del Co.di.Arch, conduttore della serata sulla Riforma delle Professioni, avesse zittito quella persona sgradevole che ha interrotto il discorso di Loi, unico discorso sensato, competente e veritiero di fronte ai cosiddetti rappresentanti di Istituzioni, i quali hanno dimostrato di non conoscere ciò che rappresentano.....se il Consigliere del Co.di.Arch evitasse di considerare "simpatica provocazione" un comportamento da lui proposto e firmato nella lettera che mi è pervenuta, al seguito della quale io ho inviato il fax a Roma.......forse, riusciremmo ad avere quella maggioranza che ci serve a cambiare le cose!
Forse il vuoto che ha recepito dietro di lei non si è creato senza motivo. Mi scusi la schiettezza, ma non posso farne a meno.
bravo loi. sono d’accordissimo.vediamo se partoriscono altre astuzie approffitando delle chiusure estive. scarzella credo rispondera’... i furbacchini patentati dell’ordine meno. stiamo a vedere.