[ASSOCIAZIONE NAZIONALE ARCHITETTI ITALIANI] > Associazioni e comitati provinciali > Milano

Disobbedienza civile

Lettera aperta al Presidente dell’Ordine degli architetti p.p.c. della provincia di Milano

mercoledì 5 luglio 2006 : Giovanni Loi

Giovanni Loi scrive al Presidente dell’Ordine di Milano annunciando, dopo la serata del 3 luglio, una manifestazione pubblica di protesta.
logo

Gent.ma Arch. Daniela Volpi

Presidente Ordine Architetti PPC della provincia di Milano

Oggetto: lettera aperta al Presidente dell’Ordine degli architetti p.p.c. di Milano

Gentile Presidente,

le scrivo questa lettera aperta che intendo pubblicare anche sul sito www.anarchit.org per comunicarle, mio malgrado, quanto segue.

Nella serata del 3 luglio scorso, condotta dal Consigliere Alberto Scarzella, l’atteggiamento da me subito è stato intollerabile.

La mia reazione, giunta dopo aver deciso di riporre il microfono senza alcun commento, è stata il frutto delle battute ascoltate mentre ritornavo silente al mio posto.

La limitazione del tempo a mia disposizione e l’azione di disturbo non fermata da nessuno dimostra la contraddizione esistente tra quanto da lei affermato circa l’apertura al dialogo nell’Assemblea per l’approvazione dei bilanci 2005/2006 e la realtà del dibattito possibile.

Avevo già preso atto come nessuno di voi intendesse reagire durante il mio tentativo di intervento; né Scarzella che aveva il ruolo di moderatore, né lei, né gli altri consiglieri e men che meno gli ignari colleghi che attoniti non capivano cosa accadesse, mentre un nostro collega, non meglio identificato, mi esortava con evidente disprezzo a chiudere rapidamente il discorso con una semplice domanda.

Ero già reduce dall’interruzione del Consigliere Scarzella che, dopo aver consentito al rappresentante del CNA di fare una lunga disquisizione palesemente errata sul diritto societario in campo professionale, ha preferito interrompere il mio intervento per impedire che si tornasse sull’argomento con i dati certi ed inconfutabili che lo stesso Scarzella sa essere in nostro possesso.

Mi ero assunto il ruolo ingrato di parlare anche a nome di molti assenti, in un contesto risultato ostile e senza alcuna apparente autorevolezza di fronte a chi era già stato presentato come esperto, mentre dimostrava un’incompetenza al limite del tollerabile svelando di non conoscere neanche le leggi che andava citando.

Quando chi ricopre cariche istituzionali così elevate afferma, senza mezzi termini, che in Italia le società multi professionali sono già ammesse, dimostra di non conoscere il comma 2 dell’articolo 24 della legge n° 266 del 1997 e il suo combinato disposto con l’articolo 12 del nostro Codice Deontologico.

Impossibile quindi tacere anche quando avevo già deciso di non intervenire.

La serata di lunedì, cara Presidente Volpi, è stata per me la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Le annuncio quindi pubblicamente, anche dall’alto dei numerosi voti ricevuti durante le ultime elezioni, ovvero nella mia qualità di oppositore alla politica del Consiglio in carica, che non intendo sottostare alle limitazioni imposte a chiunque intenda esprimersi contro le politiche della maggioranza del Consiglio o del CNA.

Comunico peraltro che d’ora in avanti non intendo pagare la quota di iscrizione all’Albo fino a quando non ci venga ufficialmente riconosciuto il diritto di esprimerci democraticamente e in “par condicio” durante qualunque manifestazione organizzata all’interno dell’Ordine.

Ciò dovrà comportare la possibilità di poter intervenire pubblicamente, anche via Internet e con tempi analoghi a quelli della maggioranza o di chiunque la rappresenti ideologicamente per spiegare nel modo più trasparente e democratico possibile il punto di vista dell’opposizione.

Annuncio inoltre che, qualora ciò non accadesse e si dovessero eventualmente adottare provvedimenti disciplinari nei miei confronti, sono pronto a manifestare pubblicamente il dissenso in ogni sede anche attraverso la Stampa contro quella che considererò una discriminazione politica attuata da codesto Consiglio contro l’opposizione, affermando fin d’ora che porterò davanti all’Assemblea plenaria dell’Ordine l’eventuale provvedimento come previsto dal Regio Decreto del 1925, col l’intenzione, se necessario, di compiere atti professionali anche in mancanza dell’iscrizione all’Albo, che dovesse essermi revocata unilateralmente da codesto Consiglio.

Si tratta evidentemente di una estrema manifestazione di protesta nei confronti di una politica di discriminazione attuata scientificamente ed in modo non trasparente ormai da anni da tutti gli enti istituzionali contro chi, come me, non la pensa come il Presidente del Consiglio Nazionale, come il CUP o come il Consiglio dell’Ordine degli architetti.

Le ricordo, a tal proposito, che personalmente non ho mai dimenticato come lei, in occasione di una mia contestazione pubblica, risultata motivatissima e per la quale il Consiglio è stato condannato dalla Magistratura amministrativa, si sia schierata contro di me mentre subivo una vile manifestazione diffamatoria in mia assenza, per la quale nessuno ha mai subito provvedimenti disciplinari.

In attesa che il suo Consiglio dimostri effettivamente con questi atti concreti l’apertura da lei annunciata nell’ultima Assemblea di bilancio, le porgo i miei più distinti saluti.

Giovanni Loi

In copertina l’immagine è di Henry David Thoreau (1817-1862) che scrisse "Civil Disobedience".

Allegati :

Ricerca

Ultimi commenti

Creazione su base maiis, licenza GPL. Sistema di pubblicazione SPIP.
Il contenuto di questo sito è in syndication; xml