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Comune di Acri, Bando di Concorso per la progettazione preliminare di un Teatro

Una lettera alle autorità competenti dal Co.Di.Arch. Calabria

martedì 16 maggio 2006 : Redazione Anarchit

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera del Co.Di.Arch. Calabria indirizzata:

Ai Colleghi della Provincia di CS. Al Presidente della Regione Calabria. p.c. Al Consiglio della Regionale Calabria; Al Prefetto della Provincia di Cosenza; All’ Osservatorio sui LL.PP. e Autorità di Vigilanza sui LL.PP.; Agli Ordini degli Architetti ed Ingegneri della Calabria; Ad Inarsind; Alla Consulta Regionale sulla Difesa delle Libere Professioni; Al prof. Pierluigi Cervellati; Al Direttore del LISt; All’Arch. Rosaria Amantea, in rappresentanza della Regione Calabria

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COMITATO DIFESA ARCHITETTI LIBERI PROFESSIONISTI CALABRIA co.di.arch.calabria@virgilio.it

Ai Colleghi della Provincia di CS. Al Presidente della Regione Calabria. p.c. Al Consiglio della Regionale Calabria; Al Prefetto della Provincia di Cosenza; All’ Osservatorio sui LL.PP. e Autorità di Vigilanza sui LL.PP.; Agli Ordini degli Architetti ed Ingegneri della Calabria; Ad Inarsind; Alla Consulta Regionale sulla Difesa delle Libere Professioni; Al prof. Pierluigi Cervellati; Al Direttore del LISt; All’Arch. Rosaria Amantea, in rappresentanza della Regione Calabria.

Gentili Amministratori, gentili Dirigenti, Autorità in indirizzo, cari Colleghi,

è di questi giorni la pubblicazione, da parte del Comune di Acri, del Bando ‘Concorso’ di progettazione preliminare relativo ad un Teatro. Siamo in presenza ancora di un bando sui generis, che la dice lunga sulle scelte di quella Amministrazione, riguardo alla conduzione delle politiche del lavoro professionale e sul concetto di trasparenza e rispetto del lavoro altrui.

Approfittiamo dell’argomento per invitare i ‘Componenti della Commissione Regionale sulle Libere Professioni’ a studiarsi, nella sostanza, il problema che trattiamo, relativamente a quanto è stato prodotto dalla legislazione, dalla giurisprudenza e dall’Autorità dei LL.PP., per proporre al Governo Regionale, per il nostro settore, soluzioni trasparenti, capaci di avvicinarci non alle prassi mafiose, ma al vento Europeo. L’invito è sereno ma caldo. Certo i ‘tematismi’ relativi alla seconda parte delle Linee Guida, non ci fanno ben sperare in merito alle posizioni assunte ed approvate. E’ strano che, in una cosa seria, come la Legge Urbanistica, si faccia l’occhiolino ad una categoria professionale (forse solo ad una parte) e si definisca, attraverso il regolamento di attuazione, cosa compete ai Geologi ovvero cosa non compete a tutti gli altri, come se per gli estensori non esistessero leggi nazionali e giurisprudenza sull’argomento: ci si riferisce al ‘tematismo’ affrontato nell’intorno del 180° argomento, che andrebbe del tutto cancellato, mentre quanto sin lì affermato rappresenta una stanca riedizione di quanto definito nel PAI medesimo. Invitiamo ancora la Politica a riflettere su tutto il settore delle progettazioni. Ci chiediamo se è bene, per la democrazia, specie in una Regione così particolare, lasciare che si creino posizioni dominanti e pervasive: ci riferiamo alla doppiezza dei ruoli assunti da chi è responsabile sia nelle strutture decisionali che di controllo delle strutture regionali o anche di chi, dipendente, è contemporaneamente in quelle rappresentative degli Ordini, nate per i liberi professionisti, ed in quelle decisionali territoriali; la nostra è solo una critica necessaria, che speriamo rilevino anche gli Ordini interessati ed il Consiglio Regionale. I nostri Governanti Regionali, a cui va il nostro deferente rispetto, e le loro Commissioni sulle Libere Professioni riflettano e propongano qualcosa di utile che ci faccia crescere culturalmente ed economicamente per togliere i Liberi Professionisti della Calabria dalla condizione di indigenza in cui le Amministrazioni li stanno relegando. Non può sfuggire a nessuno che il reddito medio prodotto ormai dagli Architetti in questa Regione è di circa soli 700 €. mensili; insomma chiediamo trasparenza e rispetto delle leggi, almeno di quelle che abbiamo. Stesso grido di richiesta di attenzione valga per la Magistratura.

Per ritornare al bando, eravamo stati positivamente sorpresi di apprendere che in uno dei paesi, in cui chi è vicino familiarmente alla gestione della cosa pubblica può, in pochi anni, costituirsi un curriculum professionale di tutto rispetto, si decidesse improvvisamente di cambiare rotta e indire un concorso per un progetto preliminare. Invece, ci sembra, che le cose non stiano così, per le ragioni che appresso diremo.

Ricordiamo che l’importo in ballo, di €. 2.500.000,00, fa superare l’ammontare dei 100.000 € di prestazioni per cui le Amministrazioni sono costrette, per l’affidamento dell’incarico, ad indire una gara per curriculum il cui risultato, per chi ha denaro, può essere impugnato presso il Tar e presso il Giudice Ordinario per ogni indennizzo. La cosa non è di poco conto per le valutazioni del caso. Premettiamo che noi siamo sempre e comunque per i Concorsi di Progettazione ma questi non debbono aggirare le leggi e perciò li pretendiamo particolarmente trasparenti poiché oltre al danno non può esistere anche la beffa. Speriamo che gli amici del “LISt” concordino con noi, così come Cervellati, che sembra aver accettato di essere il Presidente morale della Commissione di Valutazione. Vi chiediamo, senza nasconderci dietro ad un dito, quale può essere il valore di una Commissione in cui, su undici componenti, sette sono di stretto controllo di quella Amministrazione. Senza contare che in caso di assenza, per lo più succede con gli esterni, vi è ancora un componente dell’Amministrazione, pronto a sostituirlo e senza considerare che in Calabria, per cose di più interesse economico, i pareri dei membri dell’Ordine non sembrano essere stati così professionalmente autonomi ed insindacabili.

Ricordiamo che il grido di scandalo del prof. Maestro - in merito ai risultati della Commissione di valutazione sul ‘Concorso di Catanzaro, vinto da Portoghesi’ pubblicato sul N°511 del1998, sulla rivista <>, fondata da B. Zevi - non fu raccolto da nessuno, sembra nemmeno dalla Magistratura, la cosa preoccupa, per cui chiediamo al nostro Presidente di partecipare in prima persona a quella Commissione. Inoltre, sembra palese, qualcosa di storto può sempre succedere ed allora cosa si può fare affinché i restanti livelli di quel progetto e soprattutto quella parcella non venga riconosciuta al Vincitore indesiderato? Semplice, basta riservarsi di non affidargli l’incarico. Bella invenzione! nò? Anzi sarebbe meglio, rispetto a quel disegno di evasione testè detto, se non vi partecipassero in molti. Cosa può fare per questo il Banditore? Anche questo è semplice, basta scoraggiare i possibili interessati, mettendo come ‘premio’ - più dignitoso sarebbe stato utilizzare la dizione ‘rimborso spese’- una miseria. Infatti il secondo ‘premio’ è circa € 2.400,00 ed il Terzo di circa € 1.600,00. Fin qui placet, è solo una incapace valutazione di quanto costa partecipare ad un concorso e la sottovalutazione di ogni sacrificio altrui. Ma la determinazione invece del ‘premio’ che naturalmente sarà detratto dall’importo degli onorari in caso di affidamento, al Sindaco piacente, non è congruo al progetto preliminare che si richiede ed alla sua quota di spesa, perciò è contrario alla legge dello stato. Almeno questo non deve sfuggire a nessuno. Così come non deve sfuggire che tra le incompatibilità non è menzionata, anche se non dovuta, quella relativa alla parentela con i Notabili politici e Amministratori del luogo. Così come lì si sorvola troppo facilmente sui criteri di valutazione. Tutto ciò non è una questione di sottigliezza ma di solo interesse per la qualità del risultato e certezza della gara, specie quando vengono gestiti soldi non propri. Tutto ciò è materia di riflessione sia per La Commissione che per la Politica Regionale al fine di liberare il nostro settore dalla sudditanza cui trovasi. Come mai ‘Quelli che possono’ non riescono ad ipotizzare una Commissione per davvero ‘bendata’ per questo mercato, privo di sovvenzioni, che non chiediamo, e quindi a costo zero per lo Stato? Ci chiediamo, come mai il noto prof. Cervellati, cui va ad oggi la nostra stima, accetta di spendere il suo nome in un Concorso così criticabile? Ancora, timorosamente gli chiediamo, nella sua qualità di Docente se quando accettò l’incarico di stendere il Piano Strutturale di Acri era nelle condizioni di poter rispettare le leggi? Anche quelle incompatibili con il suo ruolo? A chi compete chiediamo di intervenire per la modifica del bando. Ai Colleghi chiediamo di partecipare, se possono, al ‘concorso’ nonostante ci obblighino, per quattro carte nemmeno in dxf, all’esborso di cento euro e senza nemmeno uno straccio di rilievo topografico e indicazioni sulla qualità geotecnica di quel sito. Tutto ciò la dice lunga su cosa quei Funzionari e la Giunta intendano per Concorso.

Segreteria CO.DI.ARCH CALABRIA In Via di trasformazione in ‘Associazione Sindacale Regionale

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