
Nel Paese del pacifismo dichiarato e mai veramente praticato, è in atto una vera e propria guerra per la quale non esistono responsabili.
La guerra del cinismo politico e professionale.
Disonore invece va all’ipocrisia e al cinismo di chi dice ancora oggi "va tutto bene, va tutto bene!".
Disonore quindi all’ipocrisia del "sono necessarie ed urgenti nuove norme ... serve una nuova legge!".
"A mo’!!" - direbbero nella vicina Svizzera.
Signor Presidente, è sicuro che serva una nuova legge?
E’ certo che siano utili nuove schermaglie parlamentari tra i soliti cinismi corporativi per risolvere il dramma italiano delle morti bianche?
E chi ci dice che questa sia la volta buona?
Quante volte lo avete detto?
Quante volte lo avete fatto?
E cosa è accaduto?
Avete imposto la famosa legge 494 che ha certo risolto i problemi di alcuni cinici e potenti professionisti col pelo sullo stomaco, che hanno riscosso consistenti parcelle aggiuntive solo per produrre "paparasse", ovvero spessi plichi di carta inutili per fermare le morti bianche.
Avete risolto i problemi degli imprenditori italiani del subappalto tollerato, che hanno sempre e solo i soldi per le fideiussioni bancarie ma non per gli operai da assumere, ai quali non avete voluto dare la responsabilità esclusiva della sicurezza, rovesciandola sui tecnici, ovvero su chi non ha nessun potere sul controllo dei mezzi di produzione.
E così Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti Edili, tutti in "fila per tre" a testa bassa sono corsi a rendere omaggio alla 494, la famosa legge che avrebbe definitivamente risolto il problema le morti bianche sui cantieri edili.
E’ stato così?
No, perché la Legge si è domostrata una vera bufala!
E questo non perché lo dico io, povero architetto "logorato" dal potere degli Ordini professionali, ma perchè lo dicono le stesse morti!
Le morti sui cantieri edili sono aumentate vertiginosamente.
Ma se sono aumentate, a che pro una nuova legge visto che lo stesso Decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, annunciato allora come la panacea di tutti i mali dell’edilizia italiana, non ha mai risolto il problema?
Anche gli Ordini professionali, i cosiddetti rappresentanti obbligatori dei professionisti iscritti agli albi, hanno accettato a nome dei professionisti italiani, me compreso che non ero d’accordo, una legge assurda dall’alto del loro cinismo e della loro smisurata miopia intellettuale.
Ci hanno imposto quella legge ma soprattutto i loro corsi di formazione bidone, facendoci anche fare la figura degli assassini, ovvero di coloro i quali portavano la responsabilità storica delle morti sui cantieri edili, accettando di assumere, contro di noi, il ruolo di chi aveva in mano la chiave risolutiva del problema con la formazione dei professionisti evidentemente non già debitamente preparati.
Senza mai essere stati essi stessi formati in materia di sicurezza e di organizzazione del lavoro nell’impresa edile, gli Ordini hanno dispensato ai professionisti le lezioni sul modo di controllare l’organizzazione del cantieri sia in fase di progettazione, sia in fase di esecuzione, evitando di evidenziare il paradosso del professionista che diventava l’unico responsabile della gestione dei fattori di produzione all’interno della stessa impresa.
Senza mai criticare una legge che ha costretto i professionisti ad assumere responsabilità improprie, le nostre rappresentanze sono state al gioco della copertura ideologica delle vere responsabilità delle morti bianche.
Oggi finalmente viene alla luce tutta l’ipocrisia e tutta la malsana utilità di quella legge voluta molto probabilmente solo per poter offrire remunerativi corsi di formazione a pagamento.
Oggi la 494 dimostra di essere un vero e proprio bidone arruginito.
Il più grande flop normativo proprio perché affida responsabilità ed i compiti di controllo alle persone sbagliate.
Una bufala clamorosa che ha prodotto molte morti, molti più morti ammazzati di quanti ne avessimo mai avuti prima della sua entrata in vigore.
Che qualcuno dei grandi testoni che hanno rappresentato i professionisti si sia chiesto mai il perché?
Ma no, tanto, a che sarebbe servito?
Forse solo a ridurre i compensi di chi ha aprofittato della situazione sapendo di sostenere allora una legge sbagliata ed inutile a fermare il massacro.
Ed allora, si continui pure a legiferare ed a chiedere il parere ai nostri onniscenti rappresentanti.
Preparatevi però a ritrovarvi tra qualche anno, ancora pronti a rivendicare una nuova Legge per arginare le prossime, infinite, morti bianche delle imprese della fideiussione e dei subappalti vietati ma praticamente legalizzati, perché utili ad abbassare soprattutto le offerte, ma mai i costi finali delle opere Pubbliche italiane.
Egr. Architetto, sono un ingegnere che quotidianamente, "nel suo piccolo" ha vissuto e vive la grande contraddizione della Legge sulla sicurezza dei Cantieri. Tale normativa, voluta dai politici, con la complicità degli Ordini Professionali, ha praticamente deresponsabilizzato coloro che dovrebbero essere i veri detentori della verifica delle condizioni di sicurezza nei cantieri, ovvero quanti decidono con i soli capitali e nessuna competenza in materia, di diventare "Imprenditori" del settore. Un’ esperienza su tutte: ho dovuto di fatto trasformare la D.L. di un cantiere, con particolari problematiche, in Direzione di cantiere, con presenza costante e continua nel luogo di lavoro (tutti i giorni per diverse ore al giorno) poichè il titolare dell’impresa (laureato) ha visitato il cantiere 4 volte in nove mesi e solo dietro mio insistente invito. (alla faccia della sicurezza nei cantieri e della esecuzione a regola d’arte. Segnalo inoltre che la stessa pubblica Amministrazione non crea le condizioni economiche per la precisa e puntuale applicazione della legge: in Sardegna infatti il prezziario regionale non viene ormai aggiornato da circa due lustri! Risultato: appalti sottocosto. Rimedio da parte delle imprese: subappalti e risparmi sulla pelle dei lavoratori. Condivido le sue riflessioni e mi complimento per il suo intervento. Cordiali saluti
Caro ingegnere,
la ringraziamo e capiamo perché preferisce tenere nascosto il suo nome ed il suo cognome.
sicurezza nei luoghi di lavoro, ovvero quanto sono stupidi i nostri politici!
Occorre riflettere bene, anzi benissimo sui perché di tanti infortuni. Ancora oggi il nostro beneamato (e ignorantissimo, sia detto in senso buono e letterale) presidente Napolitano esorta il Parlamento ad approvare urgentemente un nuovo progetto di legge del governo in materia. ALT! Sarebbe l’ennesimo grossolano errore! Si aggiungerebbe solo carta e burocrazia con l’illusione che le cose cambino. Cambieranno ancora. In peggio: non serve carta, serve addestramento e cultura della sicurezza.
Sapete bene di quanta inutile carta strabordano i cantieri edili, per esempio! Di una marea montante che nessuno legge. Pacchi di schede sulle varie modalità di lavorazione, fascicoli da centinaia di pagine che nessuno, dico nessuno, si premunisce di spiegare ai lavoratori, che spesso non sanno neppure l’italiano! Se i lavoratori sono Italiani sbuffano se li riprendi perché non hanno le dotazioni individuali di sicurezza; dicono che danno loro fastidio e non servono, a loro non è mai successo niente...poi le indossano e quando giri l’angolo se le tolgono...Quando arrivano i controlli dell’Ispettorato del lavoro o delle ASL si presentano sovente dei pivelli ignoranti semintegrali in materia, oppure delle vecchie cariatidi incattivite dalle botte (hanno preso anche le botte!), dagli improperi e dalle frustrazioni di una vita da controllore e si concentrano sulle carte, sui cartellini, sul fatto che gli operai devono esser regolarmente assunti, sui libretti di lavoro, i permessi di soggiorno e così via. Sono sistematici nella loro pedanteria formale. Oppure chiedono di spostare il fissaggio di un ponteggio, perché è difforme dal progetto (redatto in una scala illeggibile, 1:100, cioè a dire che ogni millimetro corrisponde nella realtà a ben dieci centimetri); peccato che, ad esempio, se quel fissaggio fosse stato installato come da progetto devasterebbe una modanatura di una finestra, che so, ottocentesca. Non capiscono che in un lavoro artigianale ci vuole un minimo di flessibilità e loro sono inflessibili sulle formalità. Un tassello spostato anche di un metro non cambia assolutamente nulla! Chi non è assunto o è in nero svicola per tempo, perché nei cantieri c’è una perfetta organizzazione che “vigila” sui possibili controlli in arrivo. L’impresa si cucca una multa da 3.000 euro per la vite sbagliata; l’imprenditore smoccola, ma in fondo tira un sospiro di sollievo e il controllo è finito.
Vedo vicino casa mia un cantiere di rifacimento di un tetto e di una facciata all’interno di un cortile, invisibile dalla strada; il capo cantiere/imprenditore/muratore (che conosco) non ha recapitato la Notifica Preliminare stabilita dal D.Lgs. 494/96 alle autorità preposte alla sicurezza; che perciò non sanno nulla sulla presenza del cantiere e dunque non interverranno mai; qui, per fare prima, invece di un ponteggio “a norma” ci sono due trabattelli con due tavole due a cavallo e l’operaio passa tranquillamente da una struttura all’altra a sei/sette metri d’altezza; le tegole del tetto vengono sostituite senza alcuna protezione sulla linea di gronda. Faccio presente al gentile signore (siciliano) che sta rischiando grosso. Lui mi risponde che è questione di due giorni, massimo tre, dimostra di sapere tutto sulle normative, è dotato di Piano Operativo di Sicurezza ai sensi del D.Lgs. 528/99, di Piano Generale di Sicurezza ai sensi del D.Lgs. 494/96...insomma sa tutto, è ben cosciente dei rischi e pur tuttavia se li prende (anzi se li prendono i suoi sorridenti operai marocchini e rumeni ignari di tutto) lo stesso. Gli operai non hanno casco protettivo, non hanno calzature regolamentari, né cintura di sicurezza prevista nel caso di lavori “veloci” che non possono essere svolti montando un intero ponteggio.
Che cosa aggiungerebbe in questo caso un ulteriore adempimento burocratico? Nulla, solo un’ennesima seccatura di impedimento alla velocità di esecuzione, costi in più per professionisti da incaricare e pagare, i quali (gli specialisti in sicurezza) fanno un gran lavorio di “copia/incolla” e redigono decine e decine di Piani di Sicurezza omettendo le prescritte visite giornaliere in cantiere. Ho diretto recentemente i lavori di costruzione di una villa fuori Milano; ho scelto di non svolgere le funzioni di Coordinatore della Sicurezza perché troppo lontano dalla città e dunque troppo rischioso. Le mie visite hanno avuto cadenza bisettimanale per un anno: non ho mai (mai) incontrato il Geometra incaricato. Si arriva al montaggio delle capriate in legno che sostengono il tetto. Non è stato installato l’impalcato. Urlo letteralmente il mio disappunto al capo cantiere e intimo di scendere tutti e subito. Mi dicono che ho ragione; però il subappaltatore specializzato in carpenterie lignee perderà mezza giornata per questo mio “capriccio”. Non me ne frega un cazzo! Telefono al Coordinatore smoccolando e me ne vado. Il giorno dopo è tutto in ordine...meno male. Sul piano strettamente formale non era mia competenza, ma mannaggia! Come si fa...
Di leggi ce ne sono in abbondanza e dettagliatissime. A partire dal D.P.R. 303 del lontano 1956, in cui è descritto già tutto in modo inequivocabile; che cosa serve un’altra norma signor Presidente Napolitano? Che caspita servono i controlli polizieschi sulle formalità? Le carte saranno sempre in ordine! Siamo tutti perfetti burocrati, ma ci manca senso pratico. Serve addestramento obbligatorio e patentino con tanto di certificazione linguistica per le maestranze; non sai l’Italiano, a casa! Sei Italiano e sostieni che la tua esperienza ti ha salvato sempre? Balle, invecchi anche tu ed equilibrio e riflessi a 55 anni non sono più quelli di un tempo. Le scuole edili? Nooooo, tutti al liceo obbligatoriamente fino a 16 anni a scaldare i banchi! Poi c’è chi fa in cantiere a fare il manovale per pochi mesi e quando si accorge che si fa fatica e si guadagna poco se ne va; nel frattempo l’arrogantello sfida la sorte con performance di equilibrismo, tanto lui è immortale perché è giovane, giovane, giovaneeee, ha tutta la vita davanti a sé.....
Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare, diceva Bartali già dagli anni ’40..... 2007: siamo ancora a quei tempi con una montagna di carta in più.
Politici, siete dei giganteschi buffoni e nella migliore delle ipotesi degli ignoranti integrali!