
Nella terra di Omar dove tiranneggiava incontrastato il feroce Risica, c’era una volta il Regno di Solferinia.
Ermellina, Regina di Solferinia, da molti lustri governava con segaligno rigore quel Regno lontano dal centro di Omar e con scrupolosa osservanza applicava le leggi e gli editti imposti dal tiranno Risica.
I sudditi di Solferinia, abitanti nei borghi del Castello ben arroccato sulla montagna di Ingegnerazia, ogni anno erano tenuti alla Processione dell’Obolo, per pagare pegno al Regno di Ermellina, parte del quale finiva nelle tasche dell’odiato Risica.
Il tiranno infatti spadroneggiava sulle sue province imponendo bestiali atrocità e nuovi editti favorevoli soltanto all’aristocrazia di Omar.
Si ricorda il brutale editto di Merlonia, provincia centrale dell’impero di Omar, dov’era nato il fedele Santini, uomo astuto e potente che teneva sotto scacco le provincie e i sudditi di Omar stilando tutti gli editti di Risica.
Santini, un tempo, era stato il principale consigliere di Ermellina. Dal Castello di Ingegnerazia terrorizzava i sudditi dei borghi di Solferinia facendo gongolare Ermellina. Un giorno, per la sua enorme ambizione politica, chiamato a corte da Risica, Santini decise di abbandonare Ermellina al suo destino, per diventare giurista di Omar e consigliere personale del Tiranno.
Fu così che Ermellina, spaesata e depressa come mai era stata di fronte al suo specchio che la mostrava sempre giovane, decise di chiamare a Corte l’anziano Conte Sardella, mago e astuto alchimista che molti anni prima aveva governato Solferinia.
Ed ecco che, durante le vicende di Solferinia, nacque l’orrendo editto di Ceppalonia voluto da Risica e suggerito da Santini, imposto poi da Monsignor Pastella già governatore di Ceppalonia, e grande sostenitore delle politiche di Risica.
Grazie ai suggerimenti dell’astuto Santini, Risica non permise mai ai governatori delle sue province di far conoscere l’editto di Ceppalonia ai sudditi dei borghi ed Ermellina, con la sua solita alterigia per gli abitanti dei borghi che vivevano sotto la Rocca di Ingegnerazia, incaricò Sardella di studiare un finto proclama contro l’editto di Ceppalonia così da ingraziarsi il popolo minuto di Solferinia.
Fu così che...
Se volete sapere come va a finire, SEGUITECI!
Arrivederci al prossimo atto del Castello di Solferinia.

