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Non fai i corsi di aggiornamento a pagamento? Oppure, li hai fatti ma sei stato bocciato dai tuoi colleghi concorrenti? Verrai RADIATO !

Ecco la vera ZUCCA fatta cadere sulla nostra testa dai parlamentari dell’ULIVO.

domenica 10 settembre 2006 : Redazione Anarchit

Proposta di legge Mantini & C. n° 1216 presentata il 27 giugno 2006.
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Nei giorni scorsi abbiamo segnalato l’intenzione della commissione giustizia della Camera dei Deputati presieduta dall’Onorevole Pino Pisicchio di arrivare ad una riforma delle professioni condivisa dalla maggioranza e dalla opposizione unificando le proposte Mantini, Siliquini e Vietti.

Nelle ultime ore ci è stato segnalato il testo della ultima proposta presentata dai depoutati dell’ULIVO: MANTINI, COLASIO, MARGIOTTA, ALLAM, VILLARI, LUSETTI, MARAN, GAMBESCIA, MARTELLA, MARANTELLI, CESARIO, SUPPA, GAROFANI

Avvisiamo i più scettici che NON SIAMO IN VENA DI SCHERZI!

Il testo integrale della proposta di legge lo trovate QUI.

Segnaliamo, affinché vi possiate rendere conto personalmente di quanto il nostro non sia per nulla uno scherzo, l’articolo 25 (in particolare il comma 2 riportato in grassetto) e l’articolo 26 (in particolare comma 5 riportato in grassetto)della stessa proposta, che recitano:

ART. 25.

(Responsabilità disciplinare).

1. Il professionista deve:

a) rispettare le leggi e il codice deontologico;

b) comportarsi in modo conforme alla dignità e al decoro professionali;

c) provvedere all’aggiornamento della propria formazione professionale secondo quanto previsto dall’ordinamento di categoria.

2. Il professionista che non ottempera ai doveri di aggiornamento professionale e che interrompe l’esercizio professionale per un periodo prolungato, secondo i criteri stabiliti dall’ordinamento di categoria, è radiato dall’albo.

ART. 26.

(Sanzioni disciplinari).

1. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 25 comporta l’irrogazione delle sanzioni disciplinari stabilite dall’ordinamento di categoria nel rispetto di quanto previsto dal presente articolo.

2. Le sanzioni disciplinari sono proporzionali alla gravita` della violazione.

3. Le sanzioni disciplinari sono le seguenti:

a) l’avvertimento, che consiste in un richiamo scritto comunicato all’interessato;

b) la censura, che consiste in una dichiarazione di biasimo resa pubblica;

c) la sospensione, che consiste nell’inibizione all’esercizio della professione da un minimo di un mese a un massimo di due anni;

d) la radiazione, che consiste nella cancellazione dall’albo.

4. L’ordinamento di categoria determina le condizioni e le procedure con le quali l’iscritto può essere eccezionalmente sospeso in via cautelare dall’esercizio della professione; in ogni caso la sospensione cautelare non può avere durata superiore a un anno.

5. Il professionista radiato può chiedere di essere reiscritto all’albo, sussistendone i presupposti, non prima di cinque anni dalla data di efficacia del provvedimento di radiazione.

6. Nel caso di società tra professionisti iscritti all’albo, la responsabilità disciplinare del socio concorre con quella della societò se la violazione commessa è ricollogabile a direttive impartite dalla società.

7. Nel caso di società interprofessionale, la cancellazione da uno degli albi nei quali la società è iscritta è causa legittima di esclusione dei soci iscritti al medesimo albo.

Lasciamo a voi i commenti in attesa che questa pubblicazione produca la necessaria insurrezione contro chi porta la responsabilità di questa proposta di legge approdata in Parlamento.

GLI ORDINI OVVIAMENTE!

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    21 settembre 2006, di Beppe Rinaldi

    Care e cari, a proposito della proposta di legge bipartisan sulle professioni.

    Mi perdonerete se adotto un linguaggio da cartoon, ma mi viene così, forse per ridere... per non piangere.

    Il dibattito si fa serrato, le acque non sono più chete come siamo abituati, da sempre, a pensare. La storia dell’Ordine e della nostra professione non è più scritta una volta per tutte su lapidee, immutabili tavole della legge.

    Qualcuno (i soliti inciuciones) stanno per spaccarcele sulla testa, molti saranno accoppati e moltissimi si beccheranno schegge un pò dappertutto, dalla testa ai piedi, un pò come intelligenti cluster-bomb, che vanno tanto di moda in questi nostri anni, così intelligenti, così moderni, così progressivi.

    Dovremo tutti indistintamente (dai 20 ai 75 anni) stare in campana, ma apriamo il cuore alla speranza e vediamo un pò chi si salverà da questa guerra fratricida, in ordine decrescente:

    Primaditutto coloro che avranno tempo (e danaro) da dedicare ogni anno ai fatidici corsi (i famosi architetti di carta, come d’altro canto è già per i medici di carta, con la storia dei crediti...) e fra questi:

    1- i docenti universitari (per i quali sarà emessa un’apposita circolare che li abilita "gratis" con il top dei crediti annuali... ) 2- poi i ricchi (che potranno pagarsi tutti i corsi, le abilitazioni e le promozioni che vorranno, certo me vien che ridere pensando a Renzo Piano che si fa vedere, a Genova, fra i banchi di un corsazzo sulla sicurezza...) 3- poi i portaborse di regime (a cui le prebende o i partiti pagheranno i corsi e le promozioni) 4- poi i dipendenti, ma solo quelli nella manica del Capo, del Dirigente, dell’Assessore, del Sindaco (chi, se non l’ente pubblico, la cooperativa, l’ente inutile, pagherà (pagheremo...) loro i corsi? Poi dovranno essere per forza promossi, altrimenti entrerebbero in crisi gli uffici tecnici di mezz’italia.... Oppure, anche per loro, sarà emessa un’apposita circolare che li abilita "automatòs" con guerra sui crediti annuali, anzianità di servizio e chi più ne ha più ne metta... ) 5- poi i falliti (che tutto fanno fuorchè l’architetto ma bazzicano alacremente il sottobosco trasversale del periziame, della pletora infinita delle commissioni statali, regionali, provinciali, comunali, di quartiere (che otterranno la promozione grazie alle loro amicizie istituzional-burocratiche)

    C’è rimasto fuori qualcuno?

    sì... VOI!!! giovani e anziani/e

    Quelli che dovete lavorare per vivere

    quelli che non avete santi in paradiso, o nel partito, o non ne avete abbastanza

    quelli che il lavoro lo avete, solo e miracolosamente, perchè lo sapete fare

    quelli che non siete mai abbastanza paraculi

    quelli che siete ancora precari, magari a 50 anni

    quelli che siete ricattabili dal Capo, dal Dirigente, dall’Assessore, dal Sindaco e correte correte ma alla fine qualche collega più abile vi frega

    quelli che un’altra architettura è possibile

    quelli che l’architettura dev’essere sostenibile

    quelli che l’urbanistica dev’essere partecipata

    IN CAMPANA!!!

    Dovrete imparare:

    a far lavorare chiunque vi capiti a tiro

    a tessere trame di partito

    a essere architetti repellenti, ma ad essere abili nell’arte dell’ammanicamento

    a essere paraculi sulla pelle degli altri

    a salire veloci sulla testa degli altri per non essere più precari

    a leccare con sapienza il fondoschiena del Capo, del Dirigente, dell’Assessore, del Sindaco e a schiacciare la testa a quelle serpi dei colleghi d’ufficio che fanno la fila per schiacciarla a voi

    a essere tenacemente conformisti, rimasticando le architetture dei colleghi superstar

    a riciclarvi in sostenitori accaniti dell’urbanistica immobiliarista

    a diventare, insomma, tanti Morti Viventi

    E se, care e cari, non l’avrete imparato veloci,

    E se vi bocceranno lo stesso, perchè in queste alchimie di regime niente è mai certo,

    E se alla fine di questa resistibile ascesa, di questa guerra fra poveri (di pecunia o di spirito), di questa mattanza che lascerà un bel pò di cadaveri sul terreno,

    sarete sopravvissuti in questo moralissimo regime di concorrenza nazional-italiota, inaugurato dall’ inciucio, carsico (ma non tanto), destr-sinistr:

    1- Annusate velocemente l’aria e se ancora non ce l’avrete fatta allora farete bene a programmarvi per cambiare lavoro, e di corsa!!!

    Oppure, provate a uscire da un individualismo atavico, fate mente locale sulle Associazioni !!!

    Un caro saluto a tutte/i

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    11 settembre 2006, di Beppe Rinaldi

    Adesso si comprende meglio la manovra del Bersani, ammesso che questi signori siano coordinati fra loro. Vediamo che sono quasi tutti docenti (quanto per meritocrazia?). Significherà qualcosa?

    Un’agguerritissima lobby di regime piega furbescamente i richiami dell’Europa alle proprie esigenze. Attraverso questa legge procederà ad una durissima selezione per consentire solo ad un ridotto numero di signori della guerra di spadroneggiare nel territorio dell’edilizia privata, dell’urbanistica, dei lavori pubblici. Anzichè ad una liberalizzazione si assisterà alla costruzione di gruppi blindati di tecnici che, in stretto rapporto con le stanze della politica (alla faccia della condivisione, della partecipazione etc., etc.!!!) gestiranno qualunque movimento del costruire sul territorio italiano.

    Questo avverrà per gradi, ma avverrà, se queste sono le premesse.

    Anzichè assistere a una reale modernizzazione della professione/i e del Paese, si assiste così alla selvaggia serrata dei ranghi di chi fa unicamente una cosa: comanda, e si vuole procurare, con la pistola alla tempia degli altri, la certezza di continuare a farlo, senza noie di sorta. Tutti gli altri, molto democraticamente, a fare i servi nei mega studi, oppure disoccupati ad aspettare i caporali ai cantoni delle piazze, nel più puro italian style.

    Con buona pace della qualità dell’architettura e del costruito nel nostro paese.

    Basta già oggi, infatti, andare a vedere le opere degli architetti di regime, da quelli di paese a quelli nazionali: le più distruttive dell’identità del territorio, le più disperatamente vuote di significato.

    In un’altra cosa sono stati bravissimi: far rappresentare dalla stampa amica (quasi tutta, l’altra su questo è ideologizzata e si fa facilmente menare per il naso) tutti i professionisti come vampiri arricchiti sulla pelle del popolo; qualunque "riforma" sulla pelle di questi sedicenti arricchiti sarà facilmente gradita alle masse televisionarie, assetate di hamburgem et circenses; tanto ora che ne sanno che, dopo, per loro sarà ancora peggio?

    I più avvertiti invece sanno che la maggioranza assoluta del popolo dei professionisti oggi si confonde con le schiere dei co-co-co, e arranca penosamente. Saranno in grado di fiutare il pericolo?

    E i giovani, saranno in grado di scendere dalle nuvole dello Zahadiddismo, o dopati da massicce dosi di Architetturismo, convinti di avere il bastone da Jean Nouvelle nello zaino, come i fantaccini di Napoleone, si faranno fregare di nuovo dai loro stessi aguzzini, continuando a servire come carne da cannone?

    Cordiali saluti, Beppe Rinaldi architetto ("pro tempore"?) a Firenze

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    10 settembre 2006

    Cosa si può fare? già abbiamo da campare tutti i giorni senza uno straccio di tutela... adesso dobbiamo anche difendere quel poco di autonomia che ci permetteva di amare questo mestiere. Propongo di inondare di e.mail di protesta il sito dell’ulivo. per una volta cerchiamo di essere una categoria unita e di non pensare soltanto al nostro piccolo orticello.

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      10 settembre 2006, di Redazione Anarchit

      Moltissimo se solo ci organizzassimo per divulgare il messaggio e spiegassimo ai nostri colleghi non informati chi sono i veri responsabili di questo testo.

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